Missione Cattolica Italiana Karlsruhe
Missione Cattolica Italiana Karlsruhe

In famiglia

Ci troviamo in un periodo storico in cui si stanno verificando “rivoluzioni” a livello culturale che stanno creando nuovi sistemi valoriali di riferimento che per certi versi hanno giá trasformato il nostro modo di pensare, di vivere, e anche di credere. Ció che si dava per scontato oggi non è piú certo!

Si cerca di de-strutturare il mondo in cui viviamo con la pretesa di distinguere ció che è veramente stabile da quello che invece è contingente e dunque legato al momento. Anche la famiglia viene messa in discussione. Se ne mette in discussione il significato, la sua funzione, l´identitá, la si scompone per ri-strutturarla secondo i mainstream del momento. In questo contesto di certo non è facile fondare una famiglia, né essere genitori, ma non è impossibile perché basterebbe fermarsi un attimo e riflettere per riscoprire nonostante le difficoltá attuali la bellezza della famiglia e dell´ essere genitori. La riflessione che segue vuole essere un contributo in questo senso.

Essere genitori

di Katia Scalia

Sin dalla nascita del genere umano, la famiglia ha occupato un posto dominante all’interno della società.

 

Essa è la base su cui si sviluppa la specie umana e, da sempre, ad essa è affidato il compito di fare progredire la società di cui fa parte.

 

Il concetto di famiglia, inteso come l’unione di un uomo e di una donna che si impegnano a vivere la propria vita insieme, a condividere le proprie esperienze e a prendersi cura dei propri figli, sembra oggi un po’ scontato.

 

A mio giudizio, invece, guidare e sorreggere i figli perché anche loro diventino a loro volta membri attivi e strumenti di crescita della comunità, rimane uno degli aspetti più importanti affidati alla famiglia.

 

Il compito che spetta ai genitori non è semplice e non si deve limitare solo a curare la crescita puramente fisica del figlio.

 

I genitori dovranno seguirli nelle loro esperienze, essere pronti a sorreggerli nei momenti di bisogno, e saper rimanere in disparte per far vivere ai figli quelle esperienze che li aiuteranno a crescere e maturare.

 

Un buon genitore deve essere presente, sorreggere il proprio figlio aiutandolo ad affrontare le situazioni che lo turbano e che potrebbero farlo scappare per paura delle conseguenze.

Non bisogna mai incorrere nell’errore di essere troppo lontani, ma bisogna evitare di risolvere i problemi al posto loro.

 

Il genitore deve avere la pazienza e la costanza di insegnare al proprio figlio che tutte le situazioni possono essere affrontate, accettando le conseguenze di ciò che accade e a farne esperienza, senza fuggire da esse per paura di soccombere sotto un peso troppo grande.

Istillando questo senso di sicurezza nel figlio riusciremo pian piano a renderlo più forte e capace di affrontare e vivere esperienze anche dolorose.

 

Tutto ciò non è facile, e a volte la paura di vederli cadere, il desiderio di spianare loro la strada per rendergli la vita più facile, ci fa perdere di vista il nostro compito.

 

Le condizioni di vita, i ritmi imposti dalla vita di tutti i giorni, ci possono impedire di dedicare il giusto tempo alla cura dei nostri figli e ci possono altresì impedire di essere sempre accanto a loro nel momento del bisogno.

 

Tutto ciò non deve demoralizzarci, ma deve farci focalizzare l’attenzione sulla “qualità” del tempo che trascorriamo insieme a loro.

 

E’ importante che sin dalla più tenera età si crei attorno al bambino un clima sereno dove i genitori interagiscano con lui, mostrandogli un ambiente familiare che gli dia una certa stabilità emotiva.

 

Questo esempio di vita familiare sarà alla base dello sviluppo personale del bambino.

I genitori sono modelli di vita e da essi dipenderanno molte delle azioni future dei figli.

La strada da percorrere sarà dura, con tanti ostacoli da superare e spesso il dialogo da solo potrà non bastare.

Si dovrà fare i conti con la loro crescita e non sarà sempre “facile contare fino a 20” per non perdere noi le staffe. Bisognerà impegnarsi nel dialogo far capire dove hanno sbagliato anziché , semplicemente, metterli in punizione.

 

Il nostro compito è quello di educare i figli e non di imporre le nostre verità dando per scontato che facciano ciò che noi ci aspettiamo da loro, ma che agiscano mostrando la capacità di pensare e ragionare in modo equilibrato, che sappiano cosa aspettarsi dalla vita e che sappiano affrontarla senza timori; liberi di poter essere se stessi.

 

Anche per genitori ci saranno momenti di crescita, di apertura e di cambiamento.

I figli vivranno momenti di confronto con l’ambiente in cui vivono al di fuori della famiglia, e spesso i modelli proposti dalla società si potranno scontrare con quelli proposti dalla famiglia. Un confronto e’ legittimo e sta nel dialogo tra le parti arrivare ad un punto d’incontro.

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