Missione Cattolica Italiana Karlsruhe
Missione Cattolica Italiana Karlsruhe

VII Domenica di Pasqua - Gv 17, 1-11

24.05.2020

 

 

 

"CONOSCERE L'UNICO VERO DIO E COLUI CHE EGLI HA MANDATO -

QUESTA E' LA VITA ETERNA"

 

Il Vangelo di oggi viente tratto dal Vangelo secondo Giovanni cap. 17.

 

"Così parlò Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. 2.Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. 3.Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. 4.Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. 5.E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse. 6.Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. 7.Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, 8.perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. 9.Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. 10.Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. 11.Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi."
Vangelo secondo Giovanni, 17 - Bíblia Católica Online

 

Tra i due lunghi discorsi dell'addio e il racconto della passione, Giovanni inserisce una solenne preghiera di Gesù al Padre. Questa preghiera è stata chiamata "sacerdotale" perché presenta Gesù come il sommo sacerdote che intercede per i suoi fratelli (1Gv 2,1-2; Rm 8,34; Eb 4,15; 7,25).

Ciò nonostante, la preghiera di Gesù è segnata profondamente dallo scoccare della sua "ora" (v.1): la glorificazione del Figlio, la protezione paterna dei discepoli e l'unità dei credenti.

Gesù chiede al Padre di glorificare il Figlio suo perché l'"ora" è giunta, ossia è già iniziata la parte finale della sua vita, nella quale egli è glorificato con la sua passione, morte e risurrezione.

In questo testo si afferma che è il Padre l'autore di questa glorificazione e che la glorificazione del Figlio è contemporaneamente la glorificazione del Padre. Gesù glorifica il Padre compiendo l'opera di rivelazione e di salvezza affidatagli dal Padre. Ha ricevuto la missione di donare la vita eterna a tutti gli uomini che vorranno diventare suoi discepoli.

Nel v.3 è proclamato in che cosa consista la vita eterna: nel conoscere l'unico vero Dio e colui che egli ha mandato, Gesù Cristo. Questa conoscenza deve essere intesa in senso biblico, come sinonimo di comunione vitale, intima, profonda. La vita eterna consiste nella comunione con il Padre e con il Figlio suo.

Dal v. 6 in avanti Gesù parla degli uomini che il Padre gli ha dato dal mondo. I discepoli sono uno dei doni più preziosi concessi da Dio a suo Figlio; essi sono proprietà del Padre, ma sono stati dati a Gesù. A questi amici il Cristo ha rivelato il nome del Padre e continuerà a manifestarlo affinché il suo amore sia in essi (Gv 17,26). Il Figlio è la manifestazione dell'amore di Dio per l'umanità (Gv 3,16). Il nome del Padre indica la persona di Dio in quanto Padre, che è la fonte della vita divina del Figlio.

Dinanzi alla manifestazione di Dio come Padre, i discepoli hanno reagito custodendo la sua parola, cioè credendo in modo concreto e dimostrando di amare seriamente il Padre. Gesù ha ricevuto tutto in dono dal Padre e ha donato tutto ai discepoli. La fede dei discepoli ha per oggetto anche l'origine divina di Gesù mandato dal Padre: essi hanno creduto che egli è uscito dal Padre ed è stato inviato da lui (v.8).

Gesù precisa che la sua preghiera è per i credenti e non per il mondo tenebroso, perché esso si esclude da solo dalla vita e dalla salvezza rifiutando volontariamente la rivelazione del Figlio di Dio. Gesù non prega per il mondo, inteso come la personificazione delle potenze occulte del male che lottano contro il Padre e contro il suo Inviato.

Egli prega invece per i suoi, perché li ama di un amore fortissimo e concreto (Gv 13,1). Li affida al Padre affinché li custodisca nel suo nome, perché sono sua proprietà: il Padre e il Figlio hanno tutto in comune.

Come il Padre è glorificato nel Figlio (Gv 13, 31-32; 14, 13), così il Figlio è glorificato nei discepoli (Gv 17,10) attraverso la loro testimonianza, resa possibile dall'azione dello Spirito Santo nel loro cuore (Gv 15,26-27). In questo modo Gesù sarà glorificato dallo Spirito della verità (Gv 16,14).

Gesù rivolge la sua preghiera al Padre a favore degli amici che rimangono nel mondo mentre egli torna al Padre. L'espressione "Padre santo" è esclusiva di questa preghiera sacerdotale e indica la trascendenza increata di Dio, la sua essenza, la sua maestà rivelata nella gloria. Il nome santo del Padre "è come un tempio, come un luogo nel quale Gesù domanda che i credenti siano custoditi" (De La Potterie). Con tale protezione Dio si manifesta come Padre e si fa conoscere come il Santo, il Dio trascendente e onnipotente.

 

Foto/fonte: pinterest.com

 

VI Domenica di Pasqua - Gv 14, 15-21

17.05.2020

 

GUIDATI DALLO SPIRITO,

TESTIMONI DI GESU'

 

Gesù, lasciando questo mondo, disse ai suoi discepoli che non si sarebbe dimenticato di loro. All'inizio di questa riflessione, renditi conto che proprio ora Gesù ti sta pensando e vuole trasmettere qualcosa di speciale per te.

 

La Parola di oggi viene dal Vangelo di San Giovanni, CAPITOLO 14:

15 Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. 16 Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, 17 lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. 18 Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. 19 Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20 In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi. 21 Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».

 

   Nel mondo moderno, in cui domina la lotta per l'arricchimento, è difficile sentire la verità. La verità su un ambiente inquinato, sul cibo pieno di ingredienti chimici, sulle guerre, sul dramma delle vittime della pornografia e dei loro cari, sulla povertà: è scomodo e spesso viene respinta. Anche la verità su noi stessi, che Dio mostra spesso nelle situazioni della vita, di solito non è accettata. Anche la verità sul vero volto di Dio - un Padre che perdona e che è interessato ai suoi figli è ancora da scoprire. Spesso giriamo la testa. Ma tu, parli con Dio degli eventi quotidiani?

 

   Se una persona non prende la mentalità di un figlio di Dio, vive in un atteggiamento orfano. È l'atteggiamento di una persona che persiste in un senso di rifiuto. Non è consapevole di essere circondata dalla cura di Dio, non vede ciò che ha, ma è concentrata su ciò che non possiede e su ciò che gli altri possiedono. Non si fida di Dio, ma è cauta, convinta che deve prendersi cura di se stessa. La mancanza di relazione con Dio significa che non ama se stesso, non trasmette amore agli altri, ma vuole ossessivamente la sua prova dall'esterno. Quale atteggiamento osservi in ​​te stesso?

 

   Un'espressione specifica dell'amore per Dio, ma anche un modo per conoscerlo, è ascoltare le parole che Cristo ci ha dato. Il contatto con Lui può trasformarci in persone soddisfatte, non nevrotiche ma amorevoli. Ascolta di nuovo le parole di Gesù. Cosa ti offre?

 

   Dio Padre, fammi conoscere me stesso e amarti come Tuo figlio, Tua figlia.

 

"Rendete ragione della speranza che è in voi"

                                                                                                          1Pt 3, 15

 

Foto/fonte: notiziaoggi.it

 

 

 

 

 

 

V Domenica di Pasqua - Gv 14,1-12

10.05.2020

 

NON SIA TURBATO IL VOSTRO CUORE

 

Nel brano di oggi, tratto dal Vangelo secondo Giovanni (14,1-12), Gesù parla apertamente con gli apostoli di questioni difficili e incomprensibili per loro. Comincia questa conversazione con le parole: "Non sia turbato il vostro cuore.". Cerca di rilassarti e apri il tuo cuore a ciò che dice Gesù. Forse una delle sue parole ti commuoverà particolarmente.

 

1 «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2 Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; 3 quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. 4 E del luogo dove io vado, voi conoscete la via».
5 Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?». 6 Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7 Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». 8 Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9 Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? 10 Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. 11 Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.
12 In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre.

 

Una casa, un appartamento è un posto da dove esci per andare al lavoro, a scuola, all'università o ad altre attività quotidiane ogni giorno. Ma anche un posto dove torni. Quanto è importante per te la tua casa? È un posto dove torni con gioia, sperando di riposare o con paura di ciò che troverai in esso? Gesù assicura che c'è un posto per tutti nella casa del Padre. Quando verrà il momento, lo preparerà anche per te e ti aspetterà lì.

 

Gesù dice che è la via, la verità e la vita. Queste sono parole come i segnali stradali. Definisce chiaramente la direzione della vita di ciascuno di noi. Per raggiungere la casa del Padre, devi essere sempre con Gesù. Lui mostra ciò che è veramente importante, quali scelte sono da fare, affinché la vita senso e valore. Lui stesso è il cibo che dà forza per perseverare in questo modo. Come rispondi alle parole di Gesù?

 

Le parole di Gesù non sono facili, gli apostoli non le capirono. Ma per noi, le persone che vivono più di venti secoli dopo, queste parole sono molto difficili. Forse vuoi anche capire tutto, spiegarlo e hai un problema ad accettare le parole di Gesù, perché richiedono affidamento, accettazione con il cuore. Rileggendo le parole del Vangelo, presta ancora una volta attenzione a quelle parole del Salvatore che sono particolarmente difficili da accettare per te.

 

 

 

 

 

IV Domenica di Pasqua - Domenica del Buon Pastore (Gv 10,1-10)

03.05.2020

 

 

  Immagina un gregge di pecore in una fattoria dove entra un pastore. Apre il cancello per condurli al pascolo.

 

1 «In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. 2 Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. 3 Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. 4 E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5 Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». 6 Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro.
7 Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. 8 Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9 Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. 10 Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.

 

   Per entrare nel recinto delle pecore, il pastore passa attraverso il cancello. Che cos'è un "cancello" per te? Certamente è semplicemente qualcosa attraverso quale si entra o si esce da un'area. Ma per te forse è una rntrata nell'ipocrisia e nell'oscurità del tuo cuore o un'uscita da una situazione difficile, dall'auto-chiusura. Entri nella tomba o esci e risorgi. Qui ci viene in mente la bellissima scena del Vangelo di Luca 7, 11-17. Portano via dal paese, fuori dalle mura, attraverso la porta, un figlio morto; Gesù in questo momento entra nella città attraverso la stessa porta è fa risorgere il giovane.

 

   Ogni pecora ha il suo percorso, i suoi problemi. Tuttavia, se una di loro viene ferita, Gesù cura la ferita. Se si sporca, la pulisce immediatamente. Lui è premuroso, gentile, fedele ... Questo è l'atteggiamento di Gesù. L'opposto è l'atteggiamento di un mercenario che non si preoccupa delle pecore, non le ama e non le vuole incontrare. Non è sensibile alle loro condizioni, conta solo il profitto per lui. Quale di questi atteggiamenti ti caratterizza di più?

 

   Gesù dice che è una porta aperta perché tu possa fare solo il primo passo. Vuole illuminare il cammino della tua vita per condurti al Padre. Forse oggi, ora, farai questo primo passo per incontrare Dio?

 

Don Waldemar, Ettlingen 03.05.2020.

 

P.s.

   Domenica prossima (salvo imprevisti) riprenderemo la celebrazione della Santa Messa. Come sarebbe bello farlo oggi (Domenica del Buon Pastore, Domenica della Porte, Gesù è la porta del Celo), che dopo due mesi delle porte chiuse delle nostre chiese, possiamo finalmente entrare dietro il Pastore che apre la porta del ovile per trovaci al sicuro, coccolati, curati, sfamati ed amati. Spero che questo periodo di obligatorio sostare fuori dell'ovile, periodo quando ci siamo sentiti e tutt'ora ci sentiamo smarriti, impauriti, come peccore senza pastore ci ha fatto capire quanto è importante l'ovile (la Chiesa) e il Pastore (Gesù Cristo rappresentato dal sacerdote).

 

Gesù, Porta che conduce al regno di Dio, aiutami a venire da Te.

Foto/fonte:

 https://orthodoxwiki.org/

https://pxhere.com/pl/photo/586884

 

 

 

 

 

 

III Domenica di Pasqua - Discepoli di Emmaus

I DISCEPOLI DI EMMAUS - Incontrare il Risorto sulla via del fallimento.

 

 

 

Cari Amici,

   vi propongo oggi una breve riflessione sul brano del Vangelo della terza Domenica di Pasqua, tra l'altro uno dei miei preferiti.

   Scoraggiamento, tristezza o delusione sono sentimenti che compaiono nella vita di tutti noi. Proprio in una situazione così senza speranza entra Gesù, che nel testo del Vangelo di Luca, al capito 24,  incontra due discepoli che vanno a Emmaus:

   

"13 Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, 14 e conversavano di tutto quello che era accaduto. 15 Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. 16 Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. 17 Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18 uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». 19 Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20 come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. 21 Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22 Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro 23 e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24 Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto».

25 Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! 26 Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27 E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28 Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29 Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno gia volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. 30 Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. 32 Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». 33 E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34 i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». 35 Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane."

 

   In questo testo incontriamo due discepoli tristi che, delusi dopo la morte di Cristo, non sono in grado di ritrovarsi nella nuova situazione e partono per Emmaus. Persi e concentrati sulla loro sventura, non possono vedere le azioni di Dio in ciò che accade loro. Come reagisci alla tristezza causata dalla mancanza di attuazione dei tuoi piani? Su cosa ti concentri in questa situazione?

   Gesù risorto si mette in cammino con i suoi discepoli anche se lo hanno abbandonato. Indipendentemente dalla loro grande delusione e confusione, entra nel loro dramma impegnandosi in una conversazione. Un normale scambio di opinioni in occasione di un viaggio congiunto porta i discepoli a cambiare opinione. Quanto sei aperto a ciò che ti sta accadendo? Come leggi il Risorto nelle Scritture e come fai nella tua vita?

   I discepoli, commossi dalla qualità dell'incontro che si è svolto sulla strada, hanno cercato di fermare questo momento (vedi Gesù con i discepoli su monte Tabor: "E' bello per noi Signore stare qui. Mettiamo tre tende, una per Te una per Mosè ed una per Elia"). Erano pronti a forzare lo straniero incontrato a rimanere con loro più a lungo. Fu solo quando lo sconosciuto spezzava il pane che lo riconobbero come Gesù risorto. Questa esperienza ha cambiato così tanto il loro cuore che sono immediatamente tornati a Gerusalemme (la sedia ribaltata e il la tavola apparecchiata del quadro sopra) e hanno proclamato agli altri quello che era successo a loro.

   Ringrazia Gesù per i diversi sentimenti ed emozioni che ti accompagnano ogni giorno e per il fatto che sia presente in tutto questo. "Hanno occhi e non vedono, hanno orecchie e non sentono"

Buona Domenica!!!

 

Don Waldemar

Ettlingen, 26.04.2020

 

 

 

 

 

 

 

II Domenica di Pasqua- Domenica della Misericordia (In Albis )

La Domenica della DIVINA MISERICORDIA

 

Cari Amici,

   da vent'anni nella seconda Domenica di Pasqua, detta anche IN ALBIS, celebriamo la DIVINA MISERICORDIA. La festa voluta da nostro Signore Gesù Cristo apparso a Faustyna Kowalska.

   In questo periodo di crisi, legato alla pandemia del Corona-virus rivolgiamo i nostri occhi e sopratutto i nostri cuori verso Padre Misericordioso, chiedendo l'aiuto e misericordia. Lui c'è li da, senza farci la predica o chiedendo la penitenza, anche se è giusto farla, ma la decisione deve venire dal profondo del nostro cuore contrito (vedi figlio prodigo). Unica cosa che il Signore si aspetta da noi è  che riconosciamo il nostro peccato: "Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio». Ma il padre disse ai servi: «Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato". Come'è difficile per noi oggi ammetere che abbiamo peccato. Il nostro orgoglio non c'è lo permette. E' come posso andare da Dio a chiedere misericordia, a chiedere aiuto se non ho riconosciuto che ho peccato contro di Lui e contro il fratello!? Ma che peccato ho fatto? "Chi è senza peccato scagli la prima pietra...", e ancora "Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se riconosciamo i nostri peccati, egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa. Se diciamo che non abbiamo peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi."

   Auguro che la festa odierna dia a ciascuno il coraggio di tornare veramente dal Padre con il cuore sincero, contrito e fermo, e non solo gridare aiuto nel momento di pericolo, quando la nostra essistenza terrena è incerta, per tornare poi sui propri passi quando il pericolo è cessato. "..chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?  E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?" La nostra patria è nel Cielo.

 

Don Waldemar

Ettlingen, 19.04.2020

 

 

   Qui sotto troviamo il link della Vaticannews, intitolato "Francesco, Karol e la Divina Misericordia: per chi soffre "in questo tempo difficile".

https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2020-04/papa-francesco-giovanni-paolo-divina-misericordia-festa-faustina.html

 

Il Diario di Faustina Kowalska. Puoi consultarlo on-line oppure scaricare in pdf.

http://www.reginamundi.info/Divina-Misericordia/Diario-Suor-Faustina.asp

 

Come si recita la Coroncina della Divina Misericordia

http://www.preghiamo.org/corona-divina-misericordia.php

 

 

 

 

 

 

 

Domenica di PASQUA

 

 

CRISTO E' RISORTO!!! ALLELUIA!!!

DAVVERO E' RISORTO!!! ALLELUIA!

 

Cari Amici,

   vi saluto con questo antico saluto dei Cristiani, nel Giorno più bello dell'anno. Nel Giorno nel quale Cristo ha vinto la "buona battaglia" sconfiggendo la morte. Lui che nell'Orto del Getsemani ha grondato sangue per paura di affrontare il supplizio della croce, ha avuto sempre la fede nel Padre che lo salverà. Anche noi in questo periodo viviamo il proprio "Getsemani". Tanti nostri fratelli e sorelle in modo molto forte. Guardiamo Gesù è chiediamogli: "Signore accresci la mia fede". Lui che è stato affianco a noi quando eravamo belli, giovani, sani e pieni di forza, non ci abbandona adesso, quando di tutto ciò è rimasto solo "e". Lui è fedele alla sua promessa. Solo noi, nella paura e nella sofferenza non ci accorgiamo della sua presenza, sileziosa ma operosa di un Padre, che non si dimentica mai dei suoi figli e gridiamo: "Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato?" Lui è "Via, Verità e Vita". Lui ha sconfitto il mondo. E Lui oggi ci dice: "Non temere piccola gregge". E ancora: "Credi? Si Signore. Credo! Va la tua fede ti ha salvato."

   Vi auguro che possiate vivere con gioia questa particolare Pasqua del Nostro Signore Gesù Cristo. Tante volte lontani fisicamente dai propri cari, ma in spirito penso ancora più vicini che mai.

  Durante la Santa Messa della Domenica di Pasqua, che celebrerò in forma privata nella mia casa, diventata anche la piccola cappella, presenterò tutti voi e tutti vostri cari a Dio Padre Onnipotente.

   Prima di augurarvi una Santa Pasqua, voglio citare la SEQUENZA dalla Liturgia della Domenica di Pasqua, che per me è uno dei più bei testi liturgici:

 

   Alla vittima pasquale s'innalzi oggi il sacrificio di lode. L'agnello ha redento il suo gregge, l'innocente ha riconciliato noi peccatori con il Padre.

Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto: ma ora, vivo, trionfa.

   "Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via"? "La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto, e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti. Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea".

   Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto. Tu, Re vittorioso, abbi pietà di noi.

 

NON ABBIATE PAURA, IL SIGNORE E' RISORTO!

 

BUONA PASQUA!

 

Don Waldemar

 

Ettlingen, Pasqua del Signore Gesù Cristo, 12 aprile 2020.

 

 

 

 

 

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